La famiglia de’ Medici e i loro piatti (toscani) preferiti

I toscani sono buongustai si sa. Grandi esperti in fatto di carni pregiate e buon vino, sin dai tempi antichi il loro amore per la cucina ha portato molti piatti toscani a travalicare i confini regionali conquistando anche i palati d’oltralpe più esigenti. Ma quali erano i piatti famosi ai tempi della famiglia de’ Medici e quali i preferiti da Cosimo de’ Medici o Lorenzo il Magnifico?

Piatti toscani famosi al tempo de’ Medici

La Carabaccia, la sublime zuppa toscana

Antenata della famosa soupe d’oignons parigina, la Carabaccia è una zuppa di cipolle proveniente dalla zona di Certaldo, Firenze. La sua storia è legata a quella di Caterina de’ Medici che consegnò – così si narra – la ricetta fiorentina alle cucine della corte francese di Enrico II d’Orléans. Malgrado fosse già popolare tra i nobili dell’epoca, divenne famosa solo dopo la rivoluzione francese, in quanto simbolo di un “piatto popolare”.

Naturalmente rispetto al passato, la ricetta ha subito diverse modifiche: il classico retrogusto dolciastro è venuto meno e pian piano ingredienti come zucchero, cannella, mandorle e agresto (una specie di aceto balsamico) sono stati eliminati, lasciando il posto alla naturale morbidezza delle cipolle.

Ricetta della Carabaccia

Ingredienti: 

  • 1 kg. di cipolle
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 150 g. di misto di pecorino stagionato
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio Extravergine di oliva
  • brodo vegetale
  • pepe nero in grani q.b.
  • sale q.b.

Scalda l’olio in una tegame di coccio e inserisci le cipolle, precedentemente sbucciate e tagliate a fettine molto sottili. Cuoci a fuoco basso per 15 minuti e successivamente aggiungi il brodo vegetale, gli spicchi d’aglio e un cucchiaino di zucchero. Cuoci per altri 20 minuti, salando e pepando. Versa la zuppa in una ciotola da forno e ricopri con i formaggi, infine informa per 5 minuti a 220 gradi.

Le Pezzole della nonna di casa de’ Medici

Le Pezzole della nonna appartengono alla storia della Toscana antica, e precisamente della sua campagna. Le pezzole erano una sorta di frittatine, dette pezzòle, nome ripreso dai tipici fazzoletti che le contadine più anziane portavano sempre in testa, pezzuole appunto. Di solito, erano riempite con ricotta e verdure, arrotolate e condite con la salsa colla, ovvero besciamella. E se si parla di besciamella non può che venire subito in mente la Francia: e in effetti anche questo piatto fu importato da Caterina de’ Medici presso la corte francese.

Come la ricetta precedente, anche questa fu successivamente rivisitata e cambiata dagli chef parigini: il burro sostituì ben presto l’olio e la farina fu sostituita da una tipologia più raffinata, andando così a definire quella che divenne la celebre ricetta francese per le crepes.

I Cialdoni di Lorenzo Il Magnifico

«Metti nel vaso acqua e farina, quando hai menato, poi vi si getta quel ch’è dolce e bianco zucchero: fatto l’intriso, poi col dito assaggia, se ti par buono ponilo in ferri scaldati e al fuoco ponili… quando senti frigger, tieni i ferri stretti. Quando ti par sia fatto abbastanza, apri le forme e cavane è cialdoni… e ‘n panno bianco li riponi.»

Tipici dolci della Lucchesia, particolarmente amati da Lorenzo de’ Medici, i cialdoni sono dolcetti all’anice fatti sul ferro. Non troppo dolci ed abbastanza friabili e croccanti, sono ottimi freddi ricchi di panna montata. Se mantenuti ermeticamente ben chiusi in barattoli è possibile conservarli per molto tempo.

Ricetta dei Cialdoni

Ingredienti:

  • 500 gr. di farina
  • 2 uova
  • 100 gr. di strutto
  • mezza tazza di latte
  • 180 gr. di zucchero
  • 25 gr. di semi di anice, da mettere in ammollo per un’ora  
  • una bustina di vanillina
  • un bicchierino di liquore aromatico

Crea sul tavolo una fontana con la farina e lo zucchero, aggiungi le uova e il latte – in cui si sarà fatto fondere precedentemente lo strutto – e tutti gli altri ingredienti. Lavora la pasta con le mani, aiutandoti con un po’ farina, fino ad ottenere un composto morbido. Una volta ottenuto, forma dei cilindretti della grandezza di un dito. Nel frattempo metti le piastre a riscaldare, ungendole leggermente (questa operazione dovrà essere ripetuta a ogni cialdone). Pronte le piastre, prendi un cilindretto e ripiegalo ad anello e infine stringilo tra le piastre. Ogni cialdone dovrà cuocere per circa un minuto, e non dimenticare di girare spesso le piastre per non far raffreddare quella di sopra. Per staccare il cialdone cotto utilizza un coltello. Ed ecco fatto.

Questi profumati dolcetti all’anice devono essere mangiati caldi ma sono ottimi anche freddi, parola di Lorenzo il Magnifico!

Dove siamo

Cappelle Medicee

Se sei alla ricerca dell’inconfondibile street food toscano, vieni al Vinaino Fiorenza vicino le Cappelle Medicee.

Siamo aperti dal lunedì al giovedì, dalle 10.00 alle 23.00; dal venerdì alla domenica, dalle 10.00 alle 24.00.
Mappa

Piazza Madonna degli Aldobrandini 4/R

Piazza Signoria

Per un pit stop veloce scegli il Vinaino Fiorenza in Piazza della Signoria. Assaggerai la migliore schiacciata della tua vita.

Siamo aperti dal lunedì al giovedì, dalle 10.00 alle 23.00; dal venerdì alla domenica, dalle 10.00 alle 24.00.
Mappa

via Vacchereccia, 13/R